Spartito pianoforte

Avete mai pensato che la pagina di uno spartito pianoforte potrebbe essere paragonabile a quella di un qualsiasi libro? E come si fa ad apprezzare lo stile di uno scrittore piuttosto che quello di un altro, se non si sa leggere?

Mantenendo questa similitudine…imparare a leggere musica é altrettanto importante del saper leggere le parole scritte.

Direte voi: saper leggere è indispensabile, saper leggere gli spartiti musicali può essere una scelta oppure no; del resto, mica tutti ambiamo a diventare musicisti?

La questione quindi, a nostro modo di vedere, va posta in altri termini ovvero: chi decide di approcciarsi allo studio della musica e desidera capire come imparare il pianoforte in maniera seria, non può considerare se imparare a leggere le note o meno.

E’ un meraviglioso passaggio obbligatorio.

Sarebbe come frequentare la scuola elementare e decidere di non imparare a leggere le parole…bizzarro, non credete?

Proviamo allora ad andare avanti…a leggere 🙂

Spartito musicale: partiamo dall’abc e da come è fatto

Imparare a leggere uno spartito musicale è una delle competenze basilari per chi si approccia allo studio di un qualsiasi strumento; non fa quindi eccezione chi si orienta verso lo studio del pianoforte.

Di fatto uno spartito musicale è un “documento” scritto che rappresenta graficamente la musica attraverso simboli specifici; è essenziale per qualsiasi musicista, poiché contiene tutte le informazioni necessarie per eseguire un brano, con un dato strumento, che nel nostro caso è il pianoforte.

Gli spartiti pianoforte con le loro componenti principali contribuiscono a una lettura e ad una interpretazione accurata della musica, vediamole insieme.

Spartito per piano

Uno spartito per piano presenta una precisa struttura che prevede due pentagrammi sovrapposti, definiti doppio pentagramma:

  • pentagramma superiore: utilizza la chiave di violino (chiave di sol) e rappresenta generalmente la mano destra.
  • pentagramma inferiore: utilizza la chiave di basso (chiave di fa) e rappresenta generalmente la mano sinistra.

I due pentagrammi sono collegati da una linea verticale e uniti da una graffa all’inizio di ogni riga.

Le chiavi musicali

  • chiave di violino (chiave di sol): posizionata all’inizio del pentagramma superiore, indica le note alte. La spirale della chiave di violino si avvolge intorno alla seconda linea del pentagramma, identificandola come il sol.
  • chiave di basso (chiave di fa): posizionata all’inizio del pentagramma inferiore, indica le note basse. I due punti della chiave di basso si trovano ai lati della quarta linea del pentagramma, identificandola come il fa.

Note sullo spartito e pause

Le note sullo spartito indicano quali tasti devono essere suonati e per quanto tempo; le note comuni includono:

  • Semibreve (Intera): rappresentata da un cerchio vuoto senza stelo, dura quattro battiti.
  • Minima (Metà): rappresentata da un cerchio vuoto con uno stelo, dura due battiti.
  • Semiminima (Quarto): rappresentata da un cerchio pieno con uno stelo, dura un battito.
  • Croma (Ottavo): rappresentata da un cerchio pieno con uno stelo e una bandierina, dura mezzo battito.
  • Semicroma (Sedicesimo): rappresentata da un cerchio pieno con uno stelo e due bandierine, dura un quarto di battito.

Le pause indicano silenzio per la durata specificata e hanno simboli corrispondenti alle note.

Misure e battute

Lo spartito per pianoforte è diviso in misure da linee verticali chiamate “battute”. Ogni misura contiene un numero specifico di battiti, determinato dalla firma del tempo (ad esempio, 4/4, 3/4, 6/8).

Firma del tempo

La firma del tempo è indicata all’inizio dello spartito, dopo la chiave musicale. È rappresentata da due numeri sovrapposti (ad esempio, 4/4). Il numero superiore indica il numero di battiti per misura, mentre il numero inferiore indica il valore della nota che riceve un battito.

Note pianoforte e alterazioni

Le alterazioni delle note pianoforte sono simboli che modificano l’altezza delle stesse:

  • Diesis (#): alza la nota di un semitono.
  • Bemolle (b): abbassa la nota di un semitono.
  • Bequadro (♮): annulla un diesis o un bemolle precedentemente applicato.

Le alterazioni possono essere temporanee (valide solo per una misura) o fisse (indicate all’inizio dello spartito come parte della tonalità).

Brani pianoforte: dinamiche e indicazioni di espressione

Le dinamiche indicano il volume con cui devono essere suonati i brani pianoforte e includono simboli come:

  • piano (p): suonare dolcemente
  • forte (f): suonare forte
  • crescendo (cresc.): aumentare gradualmente il volume
  • decrescendo (decresc.): diminuire gradualmente il volume

Le indicazioni di espressione, come legato, staccato, e accentato, suggeriscono come le note, all’interno degli spartiti per pianoforte devono essere articolate.

Uso del pedale

Lo spartito pianoforte spesso include indicazioni per l’uso del pedale. Il simbolo “Ped.” o una linea continua sotto le note indica quando premere il pedale di risonanza, mentre un asterisco (*) o la fine della linea indica quando rilasciarlo.

Spartiti per piano: simboli aggiuntivi

Altri simboli importanti negli spartiti per piano includono:

  • legature: linee curve che collegano due o più note, indicando che devono essere suonate in modo continuo
  • trilli e abbellimenti: simboli che aggiungono decorazioni melodiche alle note
  • segni di ripetizione: linee doppie con due punti che indicano che una sezione del brano deve essere ripetuta.

Per imparare pianoforte correttamente occorre pensare che tutti gli elementi che compongono uno spartito pianoforte siano come le lettere del nostro alfabeto.

Così come la conoscenza di queste ci permette di scrivere e leggere nella nostra lingua, ugualmente imparare le note musicali ci consente di apprendere il linguaggio musicale nella sua universalità!

Mica poco, non credete?

Partiture musicali o spartiti: sai qual è la differenza?

Forse alcuni, soprattutto se si sono appena avvicinati allo studio del pianoforte, si riferiscono alle partiture musicali o agli spartiti immaginando di trattare lo stesso concetto.

In realtà c’è una sostanziale differenza…è un po’ come, se ci permettete l’ironia, si osservasse il proprio dito e non ci si accorgesse che c’è la Luna.

Sempre se ci concedeste qualche riga di “faceto”, potremmo dire che la partitura sta alla Luna come lo spartito sta al dito!

Tornando seri…

La differenza tra partiture musicali e spartiti è fondamentale per comprendere come viene organizzata e presentata la musica scritta.

Uno spartito è generalmente destinato a un singolo strumento o voce, nel nostro caso abbiamo parlato dello spartito pianoforte, che quindi conterrà solo le note e le indicazioni per il pianista.

Le partiture musicali, invece, sono più complesse e includono tutte le parti di un ensemble musicale, come un’orchestra o un coro.

In una partitura, ogni strumento o sezione vocale ha il proprio pentagramma, permettendo al direttore d’orchestra di vedere simultaneamente tutte le parti e di coordinare l’esecuzione complessiva del brano.

Quindi, mentre lo spartito è uno strumento di riferimento individuale (come il dito che indica la Luna), la partitura offre una visione d’insieme della composizione (il panorama quando viene sera e la Luna fa il suo ingresso in scena), essenziale per la direzione e l’organizzazione di esecuzioni collettive.

Come leggere gli spartiti

Sapere come leggere gli spartiti abbiamo visto essere una delle skills fondamentali, ma occorre fare un paio di piccoli passi in dietro ovvero:

  • imparare le note musicali (questo serve anche solo per intonare le canzoni con una chitarra, attorno ad un falò in spiaggia…)
  • successivamente imparare come si leggono le note sul pentagramma.

Su questo non crediamo ci siano dubbi…anche qui, sarebbe come pensare di costruire una casa partendo non dalle fondamenta ma dal tetto; è vero che ormai i vari archistar sono capaci di tutto, ma anche loro partono dal basso.

Quindi, supponendo che questi passaggi siano dati per acquisiti e tornando alla lettura degli spartiti musicali pianoforte, occorre precisare che si tratta di un percorso che merita attenzione e dedizione, tutti elementi che appartengono al laboratorio maniumane.

Comprendere appieno i “testi “della musica classica implica anche lo studio del solfeggio ritmico e lo studio della teoria musicale nel suo insieme.

Consultare il sito online vi permetterà di conoscere tutte le materie del nostro laboratorio, inoltre compilando il form alla pagina contatti, sarà come compiere un primo importante passo verso la conoscenza del linguaggio musicale.