Per tutti coloro che vogliono imparare a suonare il pianoforte è essenziale iniziare con i giusti fondamenti.
Proprio per questo motivo, uno degli aspetti più importanti riguarda la scelta del metodo, non sempre immediata e semplice.
Spesso le proposte più allettanti sono quelle che garantiscono risultati eccellenti, in tempi brevi e con poco impegno, ma non sempre le scorciatoie sono le strade migliori per giungere a destinazione.
A volte i lunghi viaggi permettono di fare anche meravigliose scoperte…siete pronti a viaggiare accompagnati dalla musica, di un pianoforte naturalmente?
Iniziate dal nostro articolo.
Metodo di studio pianoforte: tradizionale vs moderno
Un buon metodo di studio del pianoforte è quel famoso e metaforico viaggio a cui abbiamo fatto riferimento nell’incipit.
In tutti i contesti, il progresso ha notevolmente influito sui modi per fare apprendere una determinata competenza…qualche esempio?
Pensiamo anche solo alle vecchie lavagne scolastiche dove il concetto di interazione era molto “fisico”; ci si alzava dal banco e con il gessetto si scriveva.
Ora si parla di lavagne interattive, le cosiddette Lim, che sono un vero e proprio upgrade, se non fosse altro perché siamo certi di non dover sentire quel fastidioso ma caratteristico suono stridulo del gessetto!
Scherzi a parte, per imparare a suonare il pianoforte, quale sono i metodi innovativi e quali invece quelli più tradizionali?
In un nostro precedente articolo Corsi di pianoforte (se non lo hai letto, sei ancora in tempo per farlo) abbiamo fatto riferimento alla scuola maniumane e alla possibilità, di avvalersi di lezioni individuali: un metodo quello della didattica 1:1 che ha comprovati vantaggi.
Ma nel concreto qual è il paradigma che ispira le nostre lezioni…
Scuola Pianistica Napoletana
Per Scuola Pianistica Napoletana, non si intende che dobbiate trasferirvi a Napoli per poter studiare il pianoforte, ma semplicemente si intende che quel metodo è quello che caratterizza le nostre lezioni individuali.
A voler essere poi ancora più precisi, il riferimento più autentico è quello della Vecchia Scuola; in generale le scuole di musica tradizionali, tendono a enfatizzare fin dall’inizio:
- la lettura della musica
- la teoria musicale
- la tecnica
Questo approccio sistematico può essere particolarmente utile per tutti: adulti, principianti o bambini ed è certamente un buon metodo per coloro che intendono studiare il pianoforte anche ad un livello professionale.
Cesi vs Vitale potremmo affermare: il primo, infatti, è conosciuto come il fondatore della Vecchia Scuola Pianistica Napoletana, dalla quale il secondo prese le distanze, pur essendosi proprio lì formato, per promuovere successivamente il suo metodo didattico.
Vitale sosteneva che bisognava capire come utilizzare i muscoli delle braccia e delle mani, nel momento in cui si eseguivano le due azioni fondamentali di peso e articolazione delle dita sulla tastiera, evitando inutili movimenti.
Per entrare più nel dettaglio…
La Vecchia Scuola Pianistica Napoletana si distingue per alcuni aspetti, tra cui:
- il privilegiare la tecnica pianistica
- la valorizzazione del tocco con l’utilizzo del dito accompagnato dal movimento del polso
- la valorizzazione del fraseggio e del contrappunto
Al contrario la Nuova Scuola Pianistica Napoletana mise maggiormente l’accento su una maggiore muscolarità, favorendo fraseggi musicali virtuosistici, fondati su una certa uguaglianza del tocco basato sul “lancio del dito” senza utilizzo del polso.
Come iniziare a suonare il pianoforte
Proviamo a riformulare questo titolo: Come iniziare a suonare il pianoforte bene.
In parte lo abbiamo già suggerito all’inizio di questo articolo: per tutti coloro che si avvicinano per la prima volta a questo strumento è essenziale iniziare da buone basi.
Ma, giocando con le parole: “Che cosa c’è alla base di una buona base?”.
Al di là degli aspetti più meramente tecnici, c’è la motivazione, la passione, il desiderio di acquisire una modalità di comunicazione universale, perché le note, pur avendo degli accenti, non hanno linguaggi differenti e non hanno bisogno di essere tradotte in un idioma piuttosto che un altro.
Accanto a questa che pare essere una disposizione d’animo, certamente occorre acquisire:
- una corretta postura
- comprendere come coordinare le dita
- imparare a dare “compiti” diversi alla mano destra e alla sinistra
- occorre avere una relazione di fiducia con il proprio maestro.
Così come, nell’eseguire alcuni brani, la mano destra fungerà “da accompagnamento” alla mano sinistra, altrettanto il docente farà con ogni suo allievo, in un percorso di crescita e di continue scoperte.
Qual è il metodo musicale giusto?
Non esiste un metodo musicale giusto per studiare pianoforte…questa affermazione va ampliata, per non essere fuorviante.
Il metodo di un maestro e di conseguenza di un laboratorio didattico come per esempio quello di maniumane è certamente un metodo definito da precisi canoni.
Nel nostro caso, per esempio, traiamo ispirazione dalla Vecchia Scuola Napoletana, ma la scelta di fare lezioni individuali permette di non perdere di vista un importante aspetto: la soggettività del singolo allievo/a.
Ogni studente ha bisogno infatti di studiare pianoforte, partendo da un importante assunto ovvero, declinare il metodo secondo le sue capacità di apprendimento.
È come andare da un sarto, scegliere un modello e farselo fare su misura, per essere certi che ci calzerà a pennello e ci farà stare comodi.
Ma naturalmente, la differenza la fa il sarto!
Metodo Suzuki pianoforte
Il metodo Suzuki pianoforte prende il nome dal suo fondatore: Shiniki Suzuki.
È uno dei possibili approcci e la scelta dipende da molti fattori, in primis dagli obiettivi musicali e personali.
In particolare, questo metodo viene considerato da molti un metodo pianoforte per bambini.
Senza entrare in dettagli più di tipo psicopedagogico (pare infatti che il maestro si interessò delle idee educative Montessoriane e Piagetiane), certamente il metodo Suzuki parte da un fondamentale assunto: l’imitazione è la chiave di accesso all’apprendimento.
I bambini così come imparano a parlare imitando i suoni degli adulti, altrettanto possono imparare a suonare, ascoltando un brano al pianoforte.
Suzuki definì questo metodo “della lingua madre” e per l’epoca (siamo infatti intorno agli anni ’50) fu certamente un’intuizione brillante.
Naturalmente questo metodo ha i suoi sostenitori, ma occorre però fare un’importante riflessione.
Il metodo Suzuki basandosi sull’imitazione permette di ottenere certamente dei risultati, proprio perché i giovani allievi imitano la performance del maestro, ma in effetti non stanno imparando una tecnica generale, una teoria musicale e di conseguenza non potrebbero essere autonomi se gli si dicesse di imparare un brano da soli.
Non entriamo più di tanto nel merito di chi sostiene o non sostiene l’utilità di questa didattica, certamente, per utilizzare un concetto matematico, la variabile significativa, ovvero quella che discrimina la buona riuscita o meno di un metodo di insegnamento, è sempre la relazione umana con l’insegnante.
Studiare pianoforte da adulti
Studiare il pianoforte da adulti è possibile e questo è un dato di fatto, così come per onestà intellettuale occorre ammettere che se l’ispirazione è quella di diventare un pianista professionista, iniziare fin da piccoli è quasi essenziale.
Spesso l’adulto si approccia da autodidatta, temendo di essere arrivato “troppo tardi”, ma al contrario se si vuole imparare a suonare il pianoforte senza alcuna competizione, ma per il piacere di eseguire dei pezzi che hanno sempre emozionato, ogni età è quella giusta.
Ed è proprio questa convinzione uno dei principi alla base dell’intento formativo delle lezioni individuali di maniumane.
Prima lezione di pianoforte
La prima lezione di pianoforte può anche essere una lezione di prova, soprattutto se non si è mai approcciato lo strumento.
Ciò che è essenziale è darsi il tempo della scoperta e non lasciarsi sedurre dalla fretta…un po’ come l’archeologo che per riportare alla luce tesori antichi, si muove con delicatezza, si dimostra paziente, disponendosi ad attendere.
Certamente non si tratta di un’attesa passiva, perché ogni scoperta richiede un qualcuno disposto alla ricerca.
Una prima lezione potrebbe rimanere una sola lezione di prova, oppure una nuova scoperta che metterà voi alla prova.
Se vuoi scoprire come imparare a suonare il pianoforte, il primo importante passo e chiederci di accompagnarti.
Visita il sito maniumane.com e vai alla sezione contatti.
